La tristezza di una storia che non si ripete

Il naturismo vede le sue origini in Germania a partire dal XIX secolo con il nome di FreiKörperKultur (da qui il più noto acronimo “FKK”) che tradotto significherebbe: “la cultura del proprio corpo libero”. Era una chiara risposta al mondo industriale che stava allontanando l’essere umano da uno stile di vita semplice fondato sul contatto con la natura circostante. Tramite la nudità, la danza, la ginnastica ed il vegetarianismo, gli intellettuali e la classe media tedesca cercavano l’armonia con il mondo che ci ha generato, ribellandosi alla cultura di quel tempo. Già allora era un movimento filosofico anche solo la scelta di prendere il sole nudi.

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Ritrovare il tempo in quarantena

È passato davvero molto tempo dall’ultima volta che ho scritto per questo blog. È passato molto tempo dall’ultima volta che mi sono dedicato seriamente al mio progetto di aprire un B&B naturista. L’arrivo di una splendida bimba che assorbe tutte le tue attenzioni, la famiglia a cui vuoi contribuire, il lavoro che non puoi mollare… tutte cose che azzerano le 24 ore contenute in una giornata… e così il tempo passa, silenzioso e velocissimo. E poi arriva il lockdown. Tutti a casa. C’è chi non può lavorare e c’è chi lo fa in modalità smart working. Io mi ritrovo in questa seconda modalità, che chiamarla smart working è una presa in giro. In Italia lo chiamano anche “lavoro agile”… sì forse perché devi essere proprio agile per riuscire a districarti tra call conference, preparazione dei pasti, analisi e strategie, bagnetto della bimba, comunicati aziendali, lavastoviglie e lavatrice… alla fine passi la giornata indossando sempre gli stessi vestiti, quasi senza pettinarti. Però a un certo punto riscopri qualcosa… qualcosa che tanto tempo fa già conoscevi e apprezzavi. La natura.

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Il momento di tirare le somme

I numeri non sono mai stati miei amici, né fidi alleati. Ho fatto un percorso di studi ad indirizzo umanistico per cui l’analisi matematica con le sue funzioni, derivate, per non parlare degli integrali, risulta materia a me oscura. Ecco perché non sono mai stato bravo, né mi sono mai cimentato in una gestione “ragionata” del mio budget personale. Ho sempre speso senza ma preoccuparmi di capire qual’era il mio reale potere di spesa. E sino a quando il bancomat non viene brutalmente sputato dal POS, allora direi che ci si possa anche non porre il problema. Ma quando l’impiegata della posta dove sei andato a pagare le bollette o la commessa del supermercato ti restituisce la tesserina magnetica dicendoti “mi spiace, transazione negata”, allora è il caso di esclamare “Huston, we’ve had a problem here”. E allora come fare?

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Un Natale asocial

Con l’arrivo di una bambina il tempo libero a disposizione si riduce ad un numero molto prossimo allo zero, fino ad arrivare allo zero assoluto in alcuni periodi. Questo è l’unico vero bug di questa nuova vita. Credo che chiunque, abituato ad avere un proprio spazio vitale, che si ritrovi a doverlo comprimere così tanto si ritrovi prima o poi a patire una certa mancanza di ossigeno. E si sa che la mancanza di ossigeno precluda a lungo andare il corretto funzionamento del nostro cervello. Ho bisogno di ricavarmi del tempo ma la giornata sembra già così piena…. Come fare? Continua a leggere

La congiura delle mucche

Cowspiracy è sicuramente il documentario più interessante e stimolante che io abbia visto in quest’ultimo periodo. Si tratta di un reportage controcorrente, irriverente e indipendente. Non guarda in faccia a nessuno, nemmeno alle grandi e famose organizzazioni (Greenpeace in prima fila) che dichiarano di battersi per il bene del pianeta. Continua a leggere

Siamo tutti terrestri

Come avevo anticipato nel mio precedente articolo, è stato proprio durante una delle mie notti insonni che ho preso la decisione di smettere di nutrirmi di cibi di provenienza animale. In particolare è stata la visione di un docu-film, piuttosto datato (2005), che mi ha scosso particolarmente. Il film si intitola Earthlings, “Terrestri”.   Continua a leggere

Downshifting… come attuare una decrescita felice.

In inglese si scrive “downshifting”, in francese “décroissance sereine” e in italiano si pronuncia “decrescita felice”, ma il concetto non cambia. La decrescita è una rivoluzione pacifica che trova origine nel paradosso dell’economia moderna per poi sconfinare nell’ambito filosofico. Il paradosso dell’economia moderna è alquanto semplice: siamo tutti proiettati in una crescita infinita pur essendo ben consci che le risorse di questo pianeta non sono affatto infinite (anzi, oserei dire che sono finite). Il nostro pianeta è in crisi e noi non stiamo facendo nulla per salvarlo ma stiamo continuando a premere sull’accelleratore.

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