È passato davvero molto tempo dall’ultima volta che ho scritto per questo blog. È passato molto tempo dall’ultima volta che mi sono dedicato seriamente al mio progetto di aprire un B&B naturista. L’arrivo di una splendida bimba che assorbe tutte le tue attenzioni, la famiglia a cui vuoi contribuire, il lavoro che non puoi mollare… tutte cose che azzerano le 24 ore contenute in una giornata… e così il tempo passa, silenzioso e velocissimo. E poi arriva il lockdown. Tutti a casa. C’è chi non può lavorare e c’è chi lo fa in modalità smart working. Io mi ritrovo in questa seconda modalità, che chiamarla smart working è una presa in giro. In Italia lo chiamano anche “lavoro agile”… sì forse perché devi essere proprio agile per riuscire a districarti tra call conference, preparazione dei pasti, analisi e strategie, bagnetto della bimba, comunicati aziendali, lavastoviglie e lavatrice… alla fine passi la giornata indossando sempre gli stessi vestiti, quasi senza pettinarti. Però a un certo punto riscopri qualcosa… qualcosa che tanto tempo fa già conoscevi e apprezzavi. La natura.

Quarantena-19

In questi tre anni mia figlia, nonostante l’impegno profuso soprattutto dalla mamma, non è mai stata un’amante della terra, del fango, degli insetti, della natura insomma. Era quella che si suol definire “una fighetta di legno” che preferiva cucinare una Sacher piuttosto che una sana torta di fango. Ma questa quarantena ha cambiato anche lei. Ho iniziato a portarla con me mentre facevo i lavori in giardino… nulla di speciale: tagliare l’erba, piantare violette e piantine varie, usare l’innaffiatoio. Mentre facevamo i buchi per piantare i fiori scopriva l’esistenza di vermi, lombrichi, ragnetti… non che prima non li avesse mai visti, ma quel giorno scoprì che facevano parte del nostro giardino, della nostra vita. Alla fine di quella giornata era distrutta… ricordo ancora che a fine giornata è rientrata in casa, si è buttata sul divano ed è crollata. Ma da quel giorno e per tutti i giorni anche mia figlia sentì la voglia di entrare sempre più in contatto con la natura.

Era sabato pomeriggio, la leggenda vuole che non ci si poteva allontanare da casa più di cento metri. Ormai il giardino lo avevamo esplorato in lungo e in largo. Dovevamo sconfinare. Allora decidiamo di allontanarci centro metri da casa (lo giuro Dott. Conte, sono davvero cento metri!) verso quel bellissimo bosco di pioppi. Quante volte lo abbiamo ammirato da casa. Saranno un paio di chilometri di soli pioppi. Facciamo un breve passeggiata, un passo tira l’altro… e ci ritroviamo quasi a metà (ok Dott. Conte sono più di cento metri ma eravamo in due! Non c’erano assembramenti!). Eravamo davvero soli in mezzo a questo fantastico bosco. Tornati a casa abbiamo raccontato della nostra gita alla mamma e le proponiamo di ritornarci. La mamma accetta con il suo splendido sorriso. Io non vedo l’ora di tornarci anche perché so che, in fondo al bosco c’è una sorpresa che ci aspetta… un fiume!!

La domenica decidiamo di fare un pic nic in giardino, è una sorta di usanza che la mamma ha istituito in questo periodo di quarantena per scandire le giornate festive da quelle lavorative. E devo ammettere che è stata proprio un’ottima idea. Appena finito il pic nic, ci dirigiamo tutti verso il bosco. Iniziamo quindi questa passeggiata tranquilla, ci prendiamo tutto il tempo per guardarci intorno e ascoltare i rumori che ci circondano. Dopo circa un’ora di lenta camminata arriviamo al bordo opposto del bosco… ed eccolo lì, il fiume e la sua spiaggia di sabbia e sassi. Tra noi e la spiaggia c’è una scarpata di un paio di metri. L’ultima alluvione ha lasciato segni indelebili e probabilmente ha modificato questo argine. Alla fine troviamo comunque un modo per scendere e in men che non si dica i nostri piedi si ritrovano a calpestare la sabbia. Non ci sembra vero. In quel momento, quella spiaggia ci sembra la più bella spiaggia mai vista.

Quarantena-3

Mia figlia senza nemmeno voltarsi si lancia verso quel paradiso di giochi naturali ed io e la mamma ci fermiamo un attimo ad ammirare quel posto e a goderci quel senso di libertà che ci regala. Siamo lì, da soli, noi e la natura. Sappiamo che quel fiume non è balneabile e questo (oltre a rovinarci parzialmente il godimento di quel luogo) ci fa tornare alla mente quanto siamo stati ingiusti e non curanti nei confronti della natura. Arrivare fino a lì e non potersi immergere in quelle acque è davvero un peccato. Ma cerchiamo comunque di goderci tutto il resto… il Sole, il vento, il rumore dell’acqua.

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Sulla strada mi stupisco di non incontrare nessuno sul nostro cammino. E non credo che sia per via del lockdown, quello è davvero un posto solitario. E così penso che è arrivato il momento di riprendere in mano il mio progetto. Vorrei far riscoprire la natura anche ad altre persone. In questo modo ci saranno più persone che si prenderanno cura della natura, rispettandola e concedendole tutta l’ammirazione che si merita.

2 risposte a "Ritrovare il tempo in quarantena"

  1. Auguri per la nascita della bimba. E auguroni per il tuo nuovo progetto, spero che si trasformi da sogno a realtà. Anch’io da Naturista amo stare all’aria aperta a contatto con la natura dove e quando posso. Spero presto di poter venire a soggiornare presto nel tuo nuovo B&B naturista.

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