Con l’arrivo di una bambina il tempo libero a disposizione si riduce ad un numero molto prossimo allo zero, fino ad arrivare allo zero assoluto in alcuni periodi. Questo è l’unico vero bug di questa nuova vita. Credo che chiunque, abituato ad avere un proprio spazio vitale, che si ritrovi a doverlo comprimere così tanto si ritrovi prima o poi a patire una certa mancanza di ossigeno. E si sa che la mancanza di ossigeno precluda a lungo andare il corretto funzionamento del nostro cervello. Ho bisogno di ricavarmi del tempo ma la giornata sembra già così piena…. Come fare? Provo ad analizzare la mia giornata tipo e cerco di scoprire se ci sono delle sacche di tempo sprecato in cose inutili. Non sono mai stato un grande frequentatore di social network, definirei “basica” la mia socializzazione virtuale. Tuttavia la mattina, mentre sono in bagno, mi ritrovo spesso a scorrere le pagine del social network più famoso.

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Ma sto davvero leggendo? Davanti agli occhi mi passano ricette, gattini, complotti, invasioni di immigrati… ma sto davvero leggendo? La risposta è no. E allora perché lo faccio? Non ho un buon motivo ed ecco perché allora decido di non farlo più e di dedicare quel tempo, anche se poco, ad altro. A pensarci bene ci sono molti altri motivi per abbandonare questa abitudine. Sento spesso dire “mi leggo due notizie su facebook”… ma da quando facebook si è trasformato in una rassegna stampa? Ah, forse è successo quando facebook ha scoperto che la sorella della Boldrini maneggiava grandi quantità di denaro pubblico gestendo una serie di cooperative che si occupavano di accoglienza dei migranti… o forse quella volta che ha scoperto che durante gli attentati di Barcellona gli ambulanti fossero spariti dalla Rambla poiché avvisati dell’attacco imminente… e vogliamo poi parlare della Blue Whale?

C’è poi chi trova prezioso il contributo dato dai “gruppi” di facebook… gruppi tematici dove poter trovare tutte le informazioni che ti servono… che poi non sono nient’altro che una sorta di forum (che sono sempre esistiti ben prima di facebook) con un livello di approfondimento, a mio parere, davvero scarso.

C’è chi infine ritiene essenziale la frequentazione di questo social network per motivazioni di marketing commerciale. Ma io non ho un’attività di far conoscere, quindi anche questa motivazione non ha molta presa su di me.

La verità è che il 49% delle persone frequenta facebook per nutrire il proprio ego con gli apprezzamenti raccolti esibendo al mondo le proprie opinioni e le proprie esperienza di vita. Queste persone sono le stesse che si indignano pubblicamente (ma il loro ego gode profondamente)  quando una loro affermazione viene virtualmente criticata o scatena un acceso dibattito… perché in fondo “l’importante è che se ne parli”. All’altro 49% piace farsi i cazzi degli altri. Lascio un 2% di “non so scegliere”. Ma ovviamente queste tre ultime motivazioni non le sentirete mai pronunciare dai frequentatori perché mal si conciliano con la social netiquette.

Così un bel giorno decido di spingere quel pulsante e annullare la mia esistenza da questo prezioso mondo. Ma come farò ora a non perdermi le news più importanti, ad approfondire argomenti, ad essere tra i primi a scoprire che Renzi ha un fratello segreto che lavora per la CIA? Pensavo di provare un senso di vuoto… di smarrimento… invece no, ho scoperto che era solo una noiosa abitudine. Le notizie le raccolgo dalle homepage dei quotidiani, gli approfondimenti li faccio in prima persona e non mi accontento di quelli preconfezionati da altri. Ho scoperto che i forum non sono morti dopo l’avvento di facebook e che tra i sopravvissuti che ne sono di molto validi ed attivi.

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Certo, per tornare indietro e ricrearsi una consapevolezza personale occorre tempo. Molto tempo. Non bastano quei 10 minuti al mattino mentre sono seduto su cesso. Ma 10 minuti tutte le mattine fanno un’ora alla settimana… 52 ore in un anno. E per una persona che pensava di non avere tempo a disposizione direi che è un buon inizio.

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