Come avevo anticipato nel mio precedente articolo, è stato proprio durante una delle mie notti insonni che ho preso la decisione di smettere di nutrirmi di cibi di provenienza animale. In particolare è stata la visione di un docu-film, piuttosto datato (2005), che mi ha scosso particolarmente. Il film si intitola Earthlings, “Terrestri”.  

Si tratta di un documentario sull’assoluta dipendenza dell’umanità dagli animali (usati come compagnia, cibo, vestiario, per divertimento e ricerca scientifica) e illustra inoltre la nostra totale mancanza di rispetto e pietà nei loro confronti. Proprio Gandhi diceva “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.”

E’ vergognoso il modo in cui ancora oggi, dopo millenni di evoluzione, continuiamo a trattare gli animali.

La visione di questo documentario ha fatto cadere tutte le mie barriere. Non posso più far finta di niente, non posso più ignorare, non posso più prendermi in giro. La mia coerenza, la mia sensibilità e la mia intelligenza mi impongono un cambiamento drastico nelle mie abitudini alimentari (e non solo queste). Ho intenzione di contribuire (nel mio piccolo) a cambiare gli inaccettabili “meccanismi” mostrati nel film Earthlings, o almeno per non esserne più complice. Conoscendomi, so che le mie azioni a riguardo saranno molto più efficaci se io per primo metterò in atto degli importanti cambiamenti su me stesso: ecco spiegata quindi la mia scelta di diventare vegetariano.

I passi successivi saranno quelli di selezionare ulteriormente il cibo, verificare la provenienza di tutti i prodotti che mangerò e quando non sarà possibile, eviterò di mangiarli.

Il documentario è narrato dall’attore Joaquin Phoenix e la colonna sonora è di Moby: un binomio che non lascia il tempo di respirare… le emozioni si susseguono così velocemente che il respiro può essere scandito soltanto dalle lacrime.

Il regista usa telecamere nascoste e filmati inediti per tracciare la cronaca quotidiana di alcune delle più grandi industrie del mondo, che basano i loro profitti interamente sugli animali. Nessuna scena viene tagliata o oscurata. Lo spettatore viene letteralmente preso a schiaffi dalle immagini. Sentirete gli animali piangere e supplicare (ho sentito piangere animali che nemmeno pensavo potessero avere una voce) e vedrete umani senza pietà divertirsi mentre torturano e condannano a morte questi poveri animali sfiniti ed indifesi.

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Il documentario contiene scene forti, violente, crudeli, che possono turbare e impressionare, ma in ogni caso mi senti di consigliare a tutto di vedere questo film. Se l’unico modo che abbiamo per cambiare le cose è quello di rimanere impressionati, allora così sia! Abbiate il coraggio (le palle, insomma) e la pazienza di guardarlo fino in fondo e ma soprattutto di riconoscere che tutti noi siamo complici e responsabili degli obbrobri che vedrete, ogni volta che ci sediamo a tavola o ogni volta che entriamo in uno zoo.

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