Dieci

Cara figlia mia,

probabilmente leggerai questo articolo quando sarai grande e comunque saranno trascorsi tra molti anni ma mi piace il pensiero di lasciarti questo messaggio nella bottiglia.

Dieci anni fa ho conosciuto tua madre e da dieci anni condivido con lei la mia vita. E non voglio propinarti la solita storiella del “siamo fatti l’una per l’altro” o quella della “metà della mela”, vorrei che tu sapessi come mi sono innamorato di Lei.

Tua madre ha rovesciato tutti gli stereotipi e mi ha fatto scoprire una nuova vita. Non essendo Brad Pitt, per conquistare una donna avevo sempre puntato sulla simpatia. Lo sanno tutti, per conquistare una donna devi farla ridere. Ma tua madre è sempre stata più simpatica di me, era lei a farmi ridere… e quando eravamo insieme in mezzo ad altra gente, sembravamo un duo comico collaudato. Mi sono innamorato della sua risata.

Molte persone in passato hanno cercato di cambiarmi o di “aggiustarmi”. Tua madre invece mi ha sempre accettato per quello che sono, non ha mai cercato di cambiarmi o di dissuadermi dalle mie idee. Anzi, mi ha sempre sostenuto anche quando non ha ritenuto di condividere la stessa idea. E non mi ha mai giudicato. Ti assicuro che convivere con un naturista-vegetariano non è una passeggiata. Mi sono innamorato della sua anima accogliente.

Mai sentito parlare del “sesso debole”? Ecco, tua madre ha spazzato via questo termine medioevale. Tua madre è una guerriera, lotta ogni giorno con tutte le sue forze e non si risparmia mai. Lotta per se stessa e lotta per te, affinchè anche tu possa avere un futuro senza più “sesso debole”. Non molla mai, in ogni occasione lotta… che sia sul lavoro, durante una cena, in un negozio, nello sport… non molla mai. Mi sono innamorato della sua forza.

In questi dieci anni ho avuto momenti di sconforto, momenti di rabbia o di profonda tristezza, momenti di paura. Tua madre ha sempre saputo spronarmi per reagire. Una pacca sul sedere data al momento giusto vale più di mille “Ti Amo”. Mi sono innamorato della sua bontà d’animo.

Tua madre è un’eterna ragazzina. Al tacco 12 preferisce le scarpe da ginnastica. Ogni volta che andiamo al mare si fa la treccina colorata. Le piacciono le macchine sportive, scomode e che fanno tanto rumore. Le piace ballare con la musica a tutto volume, anche da sola in casa. Adora i cartoni animati e il cinema all’aperto. Ai colori tenui preferisce un bel fucsia sparato, anche come colore dei capelli. Mi sono innamorato della ragazzina che è in lei.

All’inizio le regalavo spesso dei fiori. All’epoca vivevo a Milano e vicino a casa mia c’era un piccolo baracchino che vendeva fiori. Quando sapevo che sarebbe arrivata tua madre per passare la serata con me, mi fermavo sempre a farmi confezionare un mazzo di fiori. Non ha mai voluto darlo a vedere, ma è sempre stata molto romantica. Le piacciono i fiori, le canzoni dedicate, fermarsi a guardare le stelle. Pensa che mi ha regalato una fotografia della posizione delle stelle nel giorno esatto in cui ci siamo incontrati per la prima volta. E tutto questo lo nasconde dietro un’armatura dura e ruvida che indossa ogni giorno. Mi sono innamorato della sua tenerezza.

Tua madre è un’artista. Ama l’arte, tutta. La vedrai armeggiare con colori, tele, pezzi di legno e di ferro. Osservala mentre è impegnata in qualche nuova sperimentazione. Ti porterà sicuramente alle mostre e ti insegnerà ad apprezzare il lavoro degli artisti. Io di arte ne ho sempre capito molto poco, ma mi è sempre piaciuto osservarla mentre si muoveva nel percorso di una mostra, completamente immersa. Io corro tra un’opera e l’altra verso l’uscita seguendo il percorso prestabilito… lei “nuota” lasciandosi trasportare e senza mai staccare lo sguardo da quelle opere. E lei è capace di mettere l’arte anche nella vita di ogni giorno. Io mi sono innamorato anche di questo.

Tua madre è la migliore mamma che ti potesse capitare. Sempre attenta, presente. Dispensatrice instancabile di giochi e di coccole. Programmatrice notturna di ogni aspetto della tua vita diurna. Una guerriera che non riposa mai, pronta a difenderti da ogni minaccia. Un bellissimo vaso stracolmo di amore dai cui puoi attingere senza paura di esaurirlo.    

Ti auguro di incontrare nella tua vita una persona così “piena” come la tua mamma e ti auguro che questa persona possa riempire le tue giornate. Una persona che ti accolga per come sei e che ti rispetti per quello che sei. Che non ti ponga mai limiti e che ti aiuti a superarli. Una persona che ti faccia vedere la vita a colori.

Ah… dimenticavo: lo sai qual’è stato il primo regalo che ho fatto a tua madre per conquistarla? Una ciambella zuccherata…. Sì lo so che in tutti questi anni ti abbiamo detto che lo zucchero fa male! Era solo per dirti che in questa vita non esistono regole “assolute”… non esiste nulla di “assoluto”… la vita è una variabile che costruiamo giorno per giorno, meglio ancora con una persona come la tua mamma.

Ritrovare il tempo in quarantena

È passato davvero molto tempo dall’ultima volta che ho scritto per questo blog. È passato molto tempo dall’ultima volta che mi sono dedicato seriamente al mio progetto di aprire un B&B naturista. L’arrivo di una splendida bimba che assorbe tutte le tue attenzioni, la famiglia a cui vuoi contribuire, il lavoro che non puoi mollare… tutte cose che azzerano le 24 ore contenute in una giornata… e così il tempo passa, silenzioso e velocissimo. E poi arriva il lockdown. Tutti a casa. C’è chi non può lavorare e c’è chi lo fa in modalità smart working. Io mi ritrovo in questa seconda modalità, che chiamarla smart working è una presa in giro. In Italia lo chiamano anche “lavoro agile”… sì forse perché devi essere proprio agile per riuscire a districarti tra call conference, preparazione dei pasti, analisi e strategie, bagnetto della bimba, comunicati aziendali, lavastoviglie e lavatrice… alla fine passi la giornata indossando sempre gli stessi vestiti, quasi senza pettinarti. Però a un certo punto riscopri qualcosa… qualcosa che tanto tempo fa già conoscevi e apprezzavi. La natura.

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In questi tre anni mia figlia, nonostante l’impegno profuso soprattutto dalla mamma, non è mai stata un’amante della terra, del fango, degli insetti, della natura insomma. Era quella che si suol definire “una fighetta di legno” che preferiva cucinare una Sacher piuttosto che una sana torta di fango. Ma questa quarantena ha cambiato anche lei. Ho iniziato a portarla con me mentre facevo i lavori in giardino… nulla di speciale: tagliare l’erba, piantare violette e piantine varie, usare l’innaffiatoio. Mentre facevamo i buchi per piantare i fiori scopriva l’esistenza di vermi, lombrichi, ragnetti… non che prima non li avesse mai visti, ma quel giorno scoprì che facevano parte del nostro giardino, della nostra vita. Alla fine di quella giornata era distrutta… ricordo ancora che a fine giornata è rientrata in casa, si è buttata sul divano ed è crollata. Ma da quel giorno e per tutti i giorni anche mia figlia sentì la voglia di entrare sempre più in contatto con la natura.

Era sabato pomeriggio, la leggenda vuole che non ci si poteva allontanare da casa più di cento metri. Ormai il giardino lo avevamo esplorato in lungo e in largo. Dovevamo sconfinare. Allora decidiamo di allontanarci centro metri da casa (lo giuro Dott. Conte, sono davvero cento metri!) verso quel bellissimo bosco di pioppi. Quante volte lo abbiamo ammirato da casa. Saranno un paio di chilometri di soli pioppi. Facciamo un breve passeggiata, un passo tira l’altro… e ci ritroviamo quasi a metà (ok Dott. Conte sono più di cento metri ma eravamo in due! Non c’erano assembramenti!). Eravamo davvero soli in mezzo a questo fantastico bosco. Tornati a casa abbiamo raccontato della nostra gita alla mamma e le proponiamo di ritornarci. La mamma accetta con il suo splendido sorriso. Io non vedo l’ora di tornarci anche perché so che, in fondo al bosco c’è una sorpresa che ci aspetta… un fiume!!

La domenica decidiamo di fare un pic nic in giardino, è una sorta di usanza che la mamma ha istituito in questo periodo di quarantena per scandire le giornate festive da quelle lavorative. E devo ammettere che è stata proprio un’ottima idea. Appena finito il pic nic, ci dirigiamo tutti verso il bosco. Iniziamo quindi questa passeggiata tranquilla, ci prendiamo tutto il tempo per guardarci intorno e ascoltare i rumori che ci circondano. Dopo circa un’ora di lenta camminata arriviamo al bordo opposto del bosco… ed eccolo lì, il fiume e la sua spiaggia di sabbia e sassi. Tra noi e la spiaggia c’è una scarpata di un paio di metri. L’ultima alluvione ha lasciato segni indelebili e probabilmente ha modificato questo argine. Alla fine troviamo comunque un modo per scendere e in men che non si dica i nostri piedi si ritrovano a calpestare la sabbia. Non ci sembra vero. In quel momento, quella spiaggia ci sembra la più bella spiaggia mai vista.

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Mia figlia senza nemmeno voltarsi si lancia verso quel paradiso di giochi naturali ed io e la mamma ci fermiamo un attimo ad ammirare quel posto e a goderci quel senso di libertà che ci regala. Siamo lì, da soli, noi e la natura. Sappiamo che quel fiume non è balneabile e questo (oltre a rovinarci parzialmente il godimento di quel luogo) ci fa tornare alla mente quanto siamo stati ingiusti e non curanti nei confronti della natura. Arrivare fino a lì e non potersi immergere in quelle acque è davvero un peccato. Ma cerchiamo comunque di goderci tutto il resto… il Sole, il vento, il rumore dell’acqua.

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Sulla strada mi stupisco di non incontrare nessuno sul nostro cammino. E non credo che sia per via del lockdown, quello è davvero un posto solitario. E così penso che è arrivato il momento di riprendere in mano il mio progetto. Vorrei far riscoprire la natura anche ad altre persone. In questo modo ci saranno più persone che si prenderanno cura della natura, rispettandola e concedendole tutta l’ammirazione che si merita.

Il momento di tirare le somme

I numeri non sono mai stati miei amici, né fidi alleati. Ho fatto un percorso di studi ad indirizzo umanistico per cui l’analisi matematica con le sue funzioni, derivate, per non parlare degli integrali, risulta materia a me oscura. Ecco perché non sono mai stato bravo, né mi sono mai cimentato in una gestione “ragionata” del mio budget personale. Ho sempre speso senza ma preoccuparmi di capire qual’era il mio reale potere di spesa. E sino a quando il bancomat non viene brutalmente sputato dal POS, allora direi che ci si possa anche non porre il problema. Ma quando l’impiegata della posta dove sei andato a pagare le bollette o la commessa del supermercato ti restituisce la tesserina magnetica dicendoti “mi spiace, transazione negata”, allora è il caso di esclamare “Huston, we’ve had a problem here”. E allora come fare?

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L’ipocrisia dell’offerta tantrica

Tra i tanti meravigliosi regali di Natale che ho ricevuto, quest’anno la mia compagna mi ha regalato una proposta “che ne dici di fare un corso di tantra di coppia?”. La proposta mi ha piacevolmente stupito. In effetti con l’arrivo della pargoletta i momenti da dedicare a noi due si sono completamente azzerati e questo potrebbe essere un buon modo per ricavarsi uno spazio solo nostro ed avere l’occasione per migliorare la nostra affinità sessuale. Subito mi viene in mente il mitico Sting… ah, quanto mi piacerebbe fare l’amore per ore con la mia compagna, lasciandola alla fine stesa a letto sopraffatta dagli orgasmi.

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Un Natale asocial

Con l’arrivo di una bambina il tempo libero a disposizione si riduce ad un numero molto prossimo allo zero, fino ad arrivare allo zero assoluto in alcuni periodi. Questo è l’unico vero bug di questa nuova vita. Credo che chiunque, abituato ad avere un proprio spazio vitale, che si ritrovi a doverlo comprimere così tanto si ritrovi prima o poi a patire una certa mancanza di ossigeno. E si sa che la mancanza di ossigeno precluda a lungo andare il corretto funzionamento del nostro cervello. Ho bisogno di ricavarmi del tempo ma la giornata sembra già così piena…. Come fare? Continua a leggere

La menzogna dello zucchero

La mia generazione è cresciuta con gli spot che proclamavano l’assoluta necessità di zucchero per far funzionare correttamente il cervello. “Lo zucchero è sveglio! Ah sì? Eh già!”… questo gingle mi rimbomba ancora nella testa a distanza di 40 anni. E così sono stato cresciuto a botte di pane, burro e zucchero, o di uovo sbattuto con lo zucchero, e così via. Col passare del tempo però la tendenza dello zucchero si è evoluta. Gli anni 90 hanno segnato l’epoca delle bevande “light” ossia senza zucchero, così come dei cibi “light” ossia senza grassi. Salvo poi scoprire che nei cibi “light” il grasso veniva sostituito proprio dallo zucchero e che nelle bevande “light” lo zucchero veniva sostituito da un dolcificante simile proveniente dalla lavorazione del mais. Oggi scopriamo addirittura che le diete povere di proteine ma ricche di zuccheri (unitamente alla privazione del sonno) costituiscono la base per le procedure del famoso “lavaggio del cervello”. Ma allora questo zucchero fa davvero così bene al nostro cervello? E al nostro organismo? Continua a leggere

La congiura delle mucche

Cowspiracy è sicuramente il documentario più interessante e stimolante che io abbia visto in quest’ultimo periodo. Si tratta di un reportage controcorrente, irriverente e indipendente. Non guarda in faccia a nessuno, nemmeno alle grandi e famose organizzazioni (Greenpeace in prima fila) che dichiarano di battersi per il bene del pianeta. Continua a leggere

Siamo tutti terrestri

Come avevo anticipato nel mio precedente articolo, è stato proprio durante una delle mie notti insonni che ho preso la decisione di smettere di nutrirmi di cibi di provenienza animale. In particolare è stata la visione di un docu-film, piuttosto datato (2005), che mi ha scosso particolarmente. Il film si intitola Earthlings, “Terrestri”.   Continua a leggere

7 buoni motivi per non diventare vegetariani

Ho scelto di diventare vegetariano una notte di circa 4 mesi fa. Durante una delle mie maratone notturne a base di libri e documentari sull’ecologia, la natura e l’alimentazione, ho preso la decisione di non mangiare più carni animali. È stata una scelta di coerenza. Non posso definirmi carnivoro visto che non avrei mai il coraggio di procacciarmi la carne per cibarmi (il passaggio con il carrello davanti al bancone della carne non la reputo una vera e propria caccia). Non posso prendermi cura e condividere il mio spazio vitale con gatti, cani, conigli e chissà quali altri animali e poi nutrirmi di carni di loro simili solo perché non mi sono posto la domanda: da dove viene il cibo che ho nel piatto?

È stata quindi un decisione di coerenza più che altro. Ho accantonato per un attimo ogni riflessione etica o salutista e mi sono basato sulla coerenza. E ho scelto. Ma mai scelta fu più sbagliata in tutta la mia vita. Da quel momento la mia vita è cambiata per sempre. Così ho deciso di mettervi in guardia sui rischi di una decisione di questo genere. Continua a leggere

Consigli pratici per un primiparo tardivo – atto secondo

Ok, sono diventato padre. Ho condiviso 26 ore di intense emozioni con una donna guerriera che ha lottato dall’inizio alla fine senza mollare mai un colpo. L’ho vista soffrire, l’ho vista arrivare più volte al limite… ma lei… Lei non ha mai mollato. Il miracolo della nascita, il miracolo della vita, lo compiono le nostre donne. E come per i più grandi guerrieri, è giusto rendere loro il massimo dell’onore. Continua a leggere